Gennaro Pancaldi faceva il DJ in una piccola radio di Borgo Panigale. Era bravo, era bello era un indipendente, un reazionario, uno di quelli che non le manda a dire a nessuno. Ma non gli bastava fare il DJ: voleva andare in TV. E Gennaro Pancaldi ci riuscì: fece la TV; non quella TV che guardano tutti, ma quella che va in onda alla notte, in concorrenza col monoscopio e le donne nude sulle reti locali. Un giorno Gennaro decise di andare all'estero. Trascorse mesi in una grigia e fumosa metropoli, facendo il corrispondente per un giornale di fumetti. Nella metropoli conobbe Petronio Turatti un italiano immigrato, colui che sarebbe diventato la sua guida spirituale. Petronio di mestiere faceva il consulente aziendale. Petronio ogni mattina si alzava alle sette; faceva colazione alle sette e un quarto, si infilava i pantaloni grigi, la camicia grigia, la giacca grigia, la cravatta grigia prendeva lo scooter grigio e usciva di casa confondendosi con lo sfondo della met...